Topografia Giardino macchine matematiche Storia della topografia
Scienze Pure Mineralogia Modelli scientifici
Monumento per amico   Storia del disegno

La sezione di scienze pure e naturali[1]
[curatori della sezione]

Degli attrezzatissimi gabinetti scientifici dell’Istituto Provinciale Agrario, purtroppo, è giunta pressoché integra la sola collezione topografica[2]. Infatti, nelle collezioni del Museo "Michelangelo" non è purtroppo rimasta traccia della gran parte degli strumenti e degli apparecchi  citati nei documenti conservati nell’Archivio di Stato di Caserta. Del laboratorio di scienze naturali rimane poco: eccezionali, in tal senso, sono la collezione di terre in flaconi di vetro, databile all’inizio del XX secolo, e l’erbario.

Anche del laboratorio di chimica (a confronto coi documenti relativi ai primi anni di attività) quasi nulla è sopravvissuto. La bilancia  di precisione più antica conservata sembra degli anni '40 del XX secolo. Si conserva, invece, una interessantissima collezione di «Caoutchouc e Guttaperca» realizzata dalla «Pirelli & C./Milano – Spezia» (cartiglio della targa metallica sulla custodia) nel 1902. Nel secolo in cui la chimica industriale stava rivoluzionando il mondo, la cassetta costituiva una grande occasione di conoscenza per i giovani studenti dell’Istituto.
 

Le esperienze più interessanti ed attraenti del gabinetto di fisica erano quelle di elettrostatica ed elettricità, all’avanguardia per la modernità delle scoperte (ancora negli anni 1870-1880 costituivano un campo di ricerca di punta) e per la sorprendente originalità dei fenomeni. Le carte d'archivio documentano (inventari del 1872-73) strumenti di noti costruttori dell'Ottocento (Giovanni Bandieri, Saverio Gargiulo, Giacomo Arditi e Tecnomasio).

Tra i pochi strumenti sopravvissuti, l’esemplare senza dubbio più prezioso della collezione, per antichità (1864) e costruttore (Filippo de Palma[3], attivo a Napoli) è il galvanometro astabile (del tipo inventato da Leopoldo Nobili verso il 1828); è uno strumento di particolare precisione perché consente di eliminare le perturbazioni introdotte dal campo elettromagnetico terrestre.

Notevoli sono anche uno spettroscopio a prisma di Bunsen-Kirchhoff (anonimo, datato alla fine dell’Ottocento, per comparazione con strumenti analoghi[4]) e un barometro di Fortin (firmato e datato dalla ditta E. Zanchi, Roma, 1928 «A.[nno] VI », era fascista).

I solidi geometrici, rappresentanti le principali strutture cristalline dei minerali, realizzati in ferro e vetro, sono di fabbricazione sconosciuta, ma sembrano databili agli anni ’20-‘30 del Novecento[5]; difficilmente sono quelli citati nelle carte d’archivio di fine Ottocento.

L’Istituto Agrario ebbe un telegrafo Morse (ricevitore e trasmettitore), modello detto di Hipp (adottato dall’amministrazione dei telegrafi italiani[6]), databile agli ultimi due decenni dell’Ottocento. Fu realizzato dalle “Officine Meccaniche Pio Pion, Milano”, poi specializzatesi nella produzione di proiettori per cinematografi[7].

 

[1] Cfr. P. Di Lorenzo, La sezione di scienze pure, in Guida, cit.
[2] I dettagli sulla storia dei gabinetti scientifici dell'Istituto Agrario e sui suoi strumenti sono stati pubblicati in P. Di Lorenzo, I gabinetti scientifici …, cit.
[3] Uno galvanometro, simile ma del 1871, è nella collezione del Museo degli Strumenti scientifici dell’Università di Urbino “Carlo Bo”; una macchina pneumatica del 1855 è nel Museo didattico degli strumenti di fisica del Liceo Ginnasio Paritario Parco del Seminario di Potenza; un reostato di Weatsone è nel “Istituto e Museo di Storia della Scienza” di Firenze nel cui catalogo on-line è una breve scheda del costruttore: «Filippo de Palma, 1813 – dopo il 1873: costruttore di strumenti scientifici attivo a Napoli nel terzo quarto del XIX secolo. Espose a Parigi nel 1867 e a Vienna nel 1873. Sappiamo che produsse macchine elettriche e strumenti di fisica», cfr. http://brunelleschi.imss.fi.it/museum/indice.html, ottobre 2007.
[4] G. L’e. Turner, Elettricità e magnetismo, in Storia delle scienze. Gli strumenti, a cura di G. L’e. Turner, Torino, 1991.
[5] Solidi, identici a quelli del Museo “Michelangelo”, datati agli anni 1920, erano in vendita nel 2007 alla casa d’aste “GoAntiques” (Ohio, USA), riferimento 5406, cfr. www.goantiques.com/detail, geometrical-solid,229543.html, 2007.
[6] Cfr. R. Pareto – G. Sacheri, Enciclopedia delle Arti e delle Industrie, 6 voll., Torino, 1885; tomo VI, pp. 453.
[7]
cfr. P. Michetti, Le officine Officine Meccaniche Pio Pion artigianato e innovazione, in La materia dei sogni: l’impresa cinematografica in Italia, a cura di V. Buccheri - L. Malavasi, Roma, 2005.
 

Topografia Storia della topografia Storia del disegno
Modelli scientifici Scienze Pure Mineralogia
Monumento per amico    

Sede del Museo
Istituto Tecnico Statale "M. Buonarroti"
Viale Michelangelo - 81100 Caserta
segreteria: 0823.1846741 fax: 0823. 1846740
e-mail
cetl06000e@istruzione.it - museomichelangelo@yahoo.com
web-page www.istitutotecnicobuonarroti.ce-gov.it
  - www.musemichelangelo.altervista.org