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Modelli didattico scientifici della Paravia e della Toffoli
[curatori della sezione]


 

I modelli del Museo sono pregevoli realizzazioni di due manifatture: la Paravia di Torino1 e la Toffoli di Calalzo di Cadore (BL) 2.

La Paravia nacque per volontà di Giovanni Battista Paravia che, nel 1802, rilevò la tipografia Avendo (di cui era stato amministratore). Il campo originario di attività spaziò dall’editoria (scolastica e religiosa) alla vendita di libri e alla stampa tipografica.  Dopo l’Unità d’Italia, la Paravia aprì punti vendita nelle principali città (Milano, Firenze e Roma, poi Napoli e Palermo). Nel 1873, Innocenzo Vigliardi Paravia estese la produzione al settore della fornitura alle scuole di materiali didattici (modelli scientifici, suppellettili, etc.) attività in cui Paravia ancora oggi è protagonista indiscussa. I bombardamenti inglesi del novembre 1942 su Torino distrussero totalmente la sede, ma Tancredi Vigliardi Paravia ed il figlio Carlo riuscirono in pochi anni a far rinascere l’attività, oggi fusa con la Bruno Mondadori nella PBM Editori s.p.a.

I 35 modelli del Museo Michelangelo, tutti in perfetto stato di conservazione nonostante il continuo uso didattico, coprono il settore del disegno architettonico e sono databili al periodo 1920-30. Tra essi, sono davvero notevoli le cinque colonne raffiguranti al completo, dal basamento al capitello, i cinque principali ordini architettonici classici: dorico, ionico, corinzio, tuscanico, composito. Completano la collezione una vastissima scelta di partiti decorativi (con tutte le modanature principali: toro, gola rovescia, listello, scozia, etc.), di portali, finestre, transenne, rosoni, finestre di età latina, bizantina, romanica, gotica, rinascimentale, manieristica e barocca. Tutti i modelli sono di grande interesse per la precisione ed il dettaglio della realizzazione ma, soprattutto, perché documentano come era “vista” ed interpretata l’arte del passato un secolo fa.

Vincenzo Toffoli nacque nel 1870 a Calalzo, al centro delle Dolomiti. Abbandonati gli studi, entrò nella falegnameria di famiglia: lavori di cantiere, di muratura e di carpenteria d’estate, falegnameria d’inverno (mobili e finiture per le case). L’allestimento di uno stand presso una mostra mercato a Milano, nel 1898, fu occasione per notare e studiare alcuni giocattoli e modelli destinati ai bambini, prodotti in Germania. Così, nel 1898, Vincenzo fondò il primo stabilimento, a Calalzo, per produrre giocattoli in legno: l’attività fu presto estesa ad altri settori, privilegiando gli arredi e i sussidi didattici per le scuole. La giovane ditta Toffoli nel 1915 fu costretta dalla Grande Guerra alla riconversione e produsse cassette portamunizioni in legno. Con la disfatta di Caporetto (1917) e l’invasione dalle truppe austro-tedesche, i Toffoli peregrinarono profughi per l’Italia (persino nel casertano!). Terminata la guerra, Vincenzo ricondusse la famiglia a Calalzo, riaprì l’attività e costruì il secondo stabilimento, dove furono impegnati i sei figli superstiti ­e molti operai, anche per realizzare i primi modelli didattici che ottennero riconoscimenti, attestazioni di merito e premi per la qualità del lavoro e lo sviluppo aziendale. Con la Seconda Guerra Mondiale la produzione fu riconvertita nuovamente per sostenere le esigenze belliche e poi chiusa (1945).

Vincenzo e i tre figli più giovani fondarono la “V. Toffoli & Figli” di Calalzo (1947)  che dominò per anni il mercato dei modelli didattici, con un catalogo di circa tremila voci, costantemente aggiornato, e capace di soddisfare le nuove esigenze della didattica, (particolarmente per gli Istituti Tecnici per Geometri ed Agrari). Vincenzo morì nel 1958. L’agonia dell’impresa “Toffoli & Figli” cominciò con le contestazioni studentesche del 1968. La diffusa occupazione di scuole ed università, con inevitabili danni alle strutture didattiche, indussero prudenzialmente il Ministero della Pubblica Istruzione, dall’anno scolastico 1969-70, a sospendere del tutto i finanziamenti per l’acquisto di arredi, attrezzature e sussidi didattici. Col crollo degli ordinativi, l’attività si trascinò fino al 1972, quando, esaurita ogni risorsa, s’interruppe definitivamente, disperdendo per sempre professionalità ed esperienze. I modelli “Toffoli” del Museo coprono i tutti i campi del sapere tecnico propri del percorso formativo di un geometra “moderno”: sistemazioni agrarie (sistemi di irrigazione, canalizzazione delle acque etc.), lavorazioni industriali dei prodotti viti-vinicoli, lattiero-caseari, oleari etc., coltivazione delle piante, architettura e costruzione degli edifici (dalla organizzazione degli stabilimenti produttivi ai particolari costruttivi e tecnologici di ogni struttura edilizia), progetti stradali (muri di sostegno, ponti, sistemazione delle strade etc.) e sono datati tra il 1950 e il 1969.

[1] cfr. P. Di Lorenzo, I modelli di architettura nelle collezioni del museo “Michelangelo”, «L’Hobby della Scienza e della Tecnica», Anno I, n° 3, agosto 2006.
2
cfr. P. Di Lorenzo, La ditta “V. Toffoli e figli”, in Catalogo, cit., p. 103-105.

Sede del Museo
Istituto Tecnico Statale "M. Buonarroti"
Viale Michelangelo - 81100 Caserta

segreteria:
0823.1846741 fax: 0823.1846740
e-mail
cetl06000e@istruzione.it - museomichelangelo@yahoo.com
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