storia delle collezioni

Il Museo raccoglie strumenti, apparecchi e modelli didattici per la gran parte provenienti dai laboratori scientifici del “Buonarroti”. Alcuni risalgono anche alla metà dell’Ottocento.

Ma l’Istituto Tecnico Statale per Geometri “Michelangelo Buonarroti” nacque il 01/10/1963. E allora, come e quando i beni più antichi e preziosi del Museo sono stati acquisiti?

E’ stato possibile ricostruire le vicende di formazione della collezione (recuperando la memoria anche della parte più antica della biblioteca che contiene testi rari di inizio Ottocento di argomento botanico, zoologico, agrario) grazie ai documenti conservati nel fondo Amministrazione Provinciale dell’Archivio di Stato di Caserta.

Il “Buonarroti” divenne autonomo nel 1963 per distacco dall’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Terra di Lavoro”, fondato nel 1914.

Questo nel 1938 aveva ereditato i beni mobili del Regio Istituto “Garibaldi”, denominazione ultima dell’Istituto Agrario Provinciale (il cui nome cambiò più volte nei decenni successivi all’istituzione) di cui nel seguito riassumo le vicende.

Ferdinando II di Borbone assegnò, per uso orto sperimentale, alla Società Economica di Terra di Lavoro il vasto fondo prospiciente l’Appia, nei pressi dell’attuale Ospedale Militare; l’inaugurazione della nuova sede fu nel gennaio 1855. Già nel 1851 Ferdinando II aveva progettato di far nascere anche un Istituto Agrario destinato alla formazione dei giovani, ma l’Istituto restò sulla carta, fino al 24 maggio 1860, quando la R. Società Economica approvò il progetto di regolamento.

Gli sconvolgimenti politici ed amministrativi seguenti l’impresa di Garibaldi e l’anne-ssione al Regno d’Italia bloccarono la realizzazione concreta. L’Istituto Agrario iniziò effettivamente l’attività didattica il 1 novembre 1864 grazie all’intervento della Deputazione Provinciale di Terra di Lavoro, che si fece carico di avviare il progetto nella sede donata da Ferdinando II, ultimata proprio nel 1864.

Teoria e pratica di laboratorio costituirono l’asse portante della didattica nell’Istituto Agrario poi Regio Istituto Tecnico “Garibaldi”.  Sin dalla fondazione nel 1863, grandi furono l’apertura alle scienze naturali e la volontà di aggiornare e migliore le dotazioni dei laboratori, acquistando anche antiche collezioni di strumenti.

Per molti degli strumenti e dei modelli didattici datati tra il 1914 e il 1938 l’origine resta dubbia (dal “Garibaldi” o dal neonato “Terra di Lavoro”).

Dal 1938 al 1963 certamente i beni acquisiti al Museo furono acquistati dal “Terra di Lavoro”.

Quelli posteriori al 1963 sono tutti acquisti del “Buonarroti” che, grazie all’impulso e alla passione del preside Scaravilli (dal 1963 al 1990), si dotò ed mantenne attivi, moderni e funzionali la biblioteca (valido ausilio anche per gli studi universitari di molti degli ex studenti) e, soprattutto, i numerosi laboratori (fisica, chimica, linguistico, agraria, topografia, costruzioni, tecnologia, scienze, informatica). Proprio dai laboratori proviene la gran parte degli oggetti oggi esposti nel Museo.

Ad eccezione di quelli (circa 500) giunti per donazione dopo il 2004: Aulicino, Desiderio, Scarnati, Modarelli, Crocco, Comune, Di Pippo, Dell’Aversano, Di Lorenzo.

Bibliografia di approfondimento
1) P. Di Lorenzo, Il Museo Michelangelo: gli strumenti e i modelli per la topografia: tradizione, innovazione, didattica. Catalogo del Museo, a cura di P. Di Lorenzo – M. R. Iacono, Caserta, 2004, pp. 35 – 47 e documenti alle pp. 119 – 133.
2) P. Di Lorenzo, Il Museo “Michelangelo”, in Scientia Magistra Vitae – catalogo dei Musei, degli approfondimenti e delle mostre, a cura di P. Di Lorenzo e A. Rea, pp. 34-52, Melagrana, San Felice a Cancello (CE), 2011.
3) P. Di Lorenzo, Origini, nascita e cinquantanni di vita dell’Istituto “M. Buonarroti”, in Cinquantenario. Rilievo dell’arte in Terra di Lavoro. Catalogo della mostra, a cura di P. Di Lorenzo – A. Rea, San Felice a Cancello, Melagrana, 2013, p. 100 – 104.