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E'’ costituita da cinque fondi principali, individuati in base alla fonte di acquisizione, e racconta la storia di istituti di ricerca, studio e formazione esistenti a Caserta fin dai primi dell’Ottocento1.

Il fondo più antico comprende i volumi della Real Società Economica di Terra di Lavoro. Infatti, parte dei 324 volumi conservati, segnati con il timbro dell’Istituto Tecnico Agrario sono di provenienza più antica, appunto dalla Real Società Economica. L’elenco completo delle "Opere esistenti nella Biblioteca della Real Società Economica di Terra di Lavoro", fu pubblicato ne "La Campania Industriale, n° 9" del 1856, periodico edito a cura della stessa società dal 18412 . Solo parte delle opere di interesse agrario, botanico e tecnico sono ancor oggi nella biblioteca, essendo le altre rimaste in gran parte nel "Terra di Lavoro". Tra esse spiccano il Buffon, il Rozier (Corso compiuto di agricoltura teorica, pratica ed economica…) il Gera (Nuovo dizionario universale e ragionato di agricoltura, economia rurale, forestale ...), il "Cultivateur Anglois" (Le cultivateur anglois, ou oeuvres choisies d’agriculture, et d’economie rurale et politique, d’Arthur Young ….) etc.

       

Il secondo fondo, per ordine cronologico di formazione, contiene 386 volumi acquistati dall’Istituto Tecnico Agrario "Giuseppe Garibaldi", risultato dalla trasformazione dell’Istituto Agrario in Istituto Tecnico Agarario e dell’intitolazione all’eroe risorgimentale. Alcuni dei testi pervennero per "Dono del Ministero dell’Agricoltura", come risulta da annotazioni a penna presenti sul frontespizio o sulla prima pagina. Per gli anni dal 1871 al 1873 (sono gli anni dell’iter burocratico per ottenere la trasformazione dell’Istituto Agrario in Istituto Tecnico Agrario) alcuni dei volumi furono timbrati con le insegne della Stazione Agraria Sperimentale di Caserta, fondata nel 18723 .

Il terzo corpo della collezione è costituito dai 30 volumi provenienti dalla Regia Scuola Normale di Caserta facenti parte del fondo dell’Agrario. La Regia Scuola Normale di Caserta fu fondata nel 1866 e nel 1875 fu aggregata all’Istituto Tecnico Agrario, da cui si staccò definitivamente nel 1882. Del periodo di fusione resta traccia nella collezione libraria. Infatti, ci sono volumi, tutti rilegati con copertine cartonate bianche, recanti sul dorso, oltre all’indicazione bibliografica (autore, titolo), anche l’acronimo "R.S. N. di Caserta" della Scuola. All’interno è il timbro della Scuola Normale. In queste tre fondi più antichi sono presenti anche alcune opere stampate in Caserta dalla Tipografia Nobile negli anni ’80 dell’Ottocento.

Nel 1938, l’Istituto fu soppresso e i beni confluirono nel "Terra di Lavoro". La biblioteca (già aperta al pubblico nel 1932 nel Palazzo Vecchio, attuale sede della Prefettura) fu conservata nei depositi di Palazzo Reale, da cui la recuperò il prof. Scaravilli, poi preside dell’ITG.

Le quarta sezione della biblioteca è costituita dai volumi acquisiti dall’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Terra di Lavoro", qui pervenuti dopo l’autonomia. A questa sezione fanno capo numerosi volumi, che fotografano l’interesse dei Dirigenti dell’Istituto nell’aggiornare la raccolta.

Nel 1963, la parte d’interesse per il nascente "Buonarroti" fu distaccata ed acquisita per dono all’Istituto come si legge nell’Inventario. Nel seguito, la Biblioteca del "Buonarroti" si è incrementata e via via specializzata nei settori d’interesse formativo dell’Istituto. Particolare cura, fino agli anni ’80, è stata dedicata dai docenti bibliotecari e dal preside Scaravilli all’acquisto di testi adottati nei corsi di laurea universitari, in particolare per le discipline delle scienze (fisica, chimica, matematica, economia) e della tecnica (ingegneria, architettura).

Note
1. La ricostruzione cronologica analitica delle vicende qui riassunte è in Giuseppe de Nitto. L’Istituto Tecnico Agrario "G. Garibaldi e la sua Biblioteca. In de Nitto – Tescione (1994).
2 L’elenco è stato pubblicato in appendice al lavoro di de Nitto.
3 ASC, AP, b. 235, f 2300.