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Storia della Topografia - Arte Mensoria
[curatori della sezione]
 

E’ nata nel marzo 2008 come naturale prosecuzione del percorso già tracciato dal primo nucleo del Museo “Michelangelo”, con l’intento di ricostruire quella parte della storia della topografia e dei suoi strumenti non documentata da quelli esposti nel Museo.

Il progetto ha coinvolto 14 studenti (classe IV D, indirizzo geometri  piano nazionale informatica, anno scolastico 2007/08) e i loro docenti che hanno ricostruito in copia moderna nove strumenti topografici documentati dall’Antichità al tardo Rinascimento nella prima fase (groma, lychnia, chorobate, baculo, squadra, quadrato geometrico, squadra zoppa, archipendolo, compasso) ed altri tre nella seconda, nel settembre 2008 (radio latino, astrolabio, quadrante). La classe ha ricercato e studiato i trattati di misura del Rinascimento e le pubblicazioni scientifiche moderne sul tema, per comprendere il funzionamento degli strumenti e il loro esatto utilizzo1.

La prof.ssa M. R. Scarnati (disegno e allestimento) e il gen. R. di Vito (esperto esterno) hanno guidato il gruppo di lavoro per la realizzazione delle copie degli strumenti. Le ricostruzioni, interamente realizzate in legno, sono state concepite e realizzate per essere utilizzate dai visitatori, allo scopo di illustrare fattivamente le tecniche di misura utilizzate prima del sec. XVIII.

Infatti, a partire dal XVIII secolo, si ebbe una rivoluzione nella filosofia costruttiva, nella struttura  e nella tecnologia degli strumenti di misura topografica, grazie all’introduzione del cannocchiale (per migliorare la collimazione) e dei microscopi (per potenziale la lettura delle graduazioni angolari dei cerchi). Fu solo dal 1700 che nacque, in pratica, la topografia moderna che, salvo modifiche e perfezionamenti non sostanziali, restò immutata fino agli anni ’70 del XX secolo, con i suoi strumenti basati sull’ottica e sulla meccanica. Fino al Rinascimento la topografia utilizzò esclusivamente le conoscenze di algebra e di geometria euclidea piana ed, in particolare, la similitudine tra i triangoli e i teoremi di Pitagora e Talete. Proprio per la lunga persistenza di procedure e tecniche, in molti casi gli strumenti costruiti e utilizzati con continuità dall’Antichità ad Barocco rimasero immutati.

La squadra fu utilizzata dal tardo Medioevo per la misura indiretta della distanza fra due punti anche non accessibili. La prima descrizione è in Oronzio Fineo (O. Finé, Protomathesis, Paris, 1532) e apparve in traduzione italiana a cura di Bartoli (C. Bartoli, Opere  di Orontio Fineo, Venezia, 1587); lo stesso Bartoli nel 1564 (C. Bartoli, Del modo di misurare le distanze…, Venezia) ne aveva già dato  un’approfondita trattazione. Sfruttando il teorema di Talete del triangolo rettangolo, si poteva ricavare la misura indiretta della distanza fra il punto di stazione ed il punto collimato con la semplice formula del medio proporzionale, conoscendo la misura del breve segmento di proiezione dell’asta verso il terreno.

[1] Punto di partenza della ricerca delle fonti e del lavoro di ricostruzione sono stati: E. R. Kiely, Surveying instruments: their hystory and Classrom use, Washington D.C., 1947; L. Vagnetti, Cosimo Batoli e la teoria mensoria nel secolo XVI. Appunti per la storia del rilevamento, «Quaderno dell’Istituto di Elementi di Architettura e Rilievo dei Monumenti di Genova», n.4, 1970, p. 111 – 164; D. Stroffolino, La città misurata, Roma, 1999. Per gli strumenti dell’Antichità: I. Moreno Gallo, Dioptra, in Nuevos Elementos de ingenierìa romana, III Congreso de las Obras Publicas Romanas, Astorga, 2006, Junta de Castilla y Leon, 2006, pp. 379 – 389.

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